I've been a bit busy... I have translated this text for tomorrow's United World Week program, and I received a call from an auditing firm I wold sure want to join if God permits me... :)
...morire per la propria gente...
Chiara Lubich a Rocca di Papa, 15 Maggio 1977
Cari gen, una delle vostre domande dice: "Abbiamo saputo che è necessario che noi facciamo uno scatto, prendendo in considerazione le sofferenze specifiche delle nostre zone, il volto particolare con cui Gesù Abbandonato ci si presenta. Da che cosa ti è nata questa idea? Qual è stato il motivo?".
Vedete gen, io durante l'anno faccio meditazione sul tema che proporrò a tutto il Movimento per l'anno successivo. Durante quest'anno perciò io ho meditato sulla presenza di Dio nella gererchia, che sarà appunto il tema per il prossimo anno. E mentre ci cibiamo di Gesù Eucarestia - tema di quest'anno -, mentre lo ringrazio e mentre lo vivo, la mia meditazione è sulla presenza di Gesù nella gerarchia. Ho capito cose molto belle, ma prego tutti i giorni che Dio mi dia lo Spirito Santo: ci vuole solo Lui per dare le risposte a domande molto difficili, su questioni ancora aperte.
Quello che intanto ho capito in profondità è stato come Gesù, istituendo la gerarchia nel suo Corpo Mistico, nel quale Lui è vivo attraverso i secoli, ha affidato ad essa sia la Chiesa universale, sia le Chiese particolari.
Ho compreso quindi che noi tutti, se vogliamo essere proprio un altro Gesù, dobbiamo avere la sua mentalità, che è universale e particolare insieme; non possiamo vivere per amare soltanto i lontani senza fare qualche cosa anche per i vicini. Dobbiamo radicarci anche nella nostra terra e dimostrare l'amore a fatti, là dove siamo.
Attualmente nei gen si vede un grande slancio, sopratutto nel dare testimonianza, che è la prima cosa da fare. Gesù l'ha detto agli apostoli: "Andate e predicate il Vangelo..." (Mc 16,15); anche noi portiamo il Vangelo: si fanno le giornate gen, i Genfest e tante altre attività. Dovunque, poi, la seconda generazione collabora ormai con la prima, oltre che con la terza e la quarta, nelle Mariapoli, nei congressi, ecc. Insomma, siete presenti un po' dappertutto nell'Opera. Ciononostante ci sono sempre delle persone che dicono: "Ma in concreto cosa fate?". A noi verrebbe da rispondere: ma quando cerchiamo di dare noi stessi, di morire a noi stessi, per essere Gesù, cosa c'è di più concreto? Eppure per taluni questo non basta, perché non sembra abbastanza concreto. Noi allora rispondiamo parlando dell'Operazione Africa, e cioè della raccolta di soldi (millioni e millioni ogni anno) per aiutare lo sviluppo della cittadella di Fontem. Ecco, dunque, il concreto.
Per ritornare, però, a quanto dicevo riguardo la presenza di Gesù nella gerarchia, mi sono detta: i gen non sono completi se anche loro non si radicano nella loro terra. E mi è venuta in mente, poco prima di incontrarvi, una frase detta da un religioso dell'Opera, che stava per tornare nella sua terra dove c'era la persecuzione: "Arrivederci, forse in paradiso!". E poi ha aggiunto: "Vado a morire per la mia gente".
Ecco, ognuno di noi deve sentire questo: che dobbiamo morire sì per l'umanità - perché su questa misura deve essere dilatata l'anima del gen, altrimenti non è neanche l' uomo mondo-, ma bisogna morire anche per la propria gente.
Allora qualcuno di voi dirà: "Ma, noi, poveri non ne abbiamo".
Eppure, dappertutto c'è gente fuori strada, che soffre, gente drogata, in carcere, giovani sbandati... E' questa la nostra gente.
Bisogna, dunque, che troviamo il nostro Gesù Abbandonato locale per morire per la nostra gente.
Anche per un altro motivo, gen.
Voi avete capito la spiritualità, ma quelli che arrivano adesso nel Movimento Gen non potete metterli ventiquattr'ore su ventiquattro a vivere soltanto la sua dimensione spirituale. Essi hanno bisogno di donarsi come le prime focolarine, come voi all'inizio, come i gen3, di donarsi ai poveri, ai malati, ecc.; bisogna offrire loro un compito immediato. Proporre allora subito l'Operazione Africa può anche piacere, ma non smepre c'è in tutti la spinta ad un altruismo universale. Quando invece andate con loro tra i poveri e dite: "Guardate come vivono. Cosa si può fare per queste persone?", allora vi vengono insieme delle idee su cosa fare: per esempio di rischiare a invitarle tutte in un posto; oppure uno dirà: io incomincio così, io faccio in quest'altro modo... Vi mettete quindi insieme con questi giovani che arrivano solo ora a contatto con l'Ideale e vi date da fare: amando verrà in loro la luce e, con la luce - che è l'Ideale, che è Dio -, ameranno ancora di più.
Quindi, gen, la parole d'ordine è: morite per la vostra gente.